VIVALDI18 Genera

Consulenza ESG

Ambiente, persone e governance: dalla responsabilità alle decisioni concrete.

VIVALDI18 STUDIO affianca imprese, enti e organizzazioni nella costruzione di percorsi ESG concreti, misurabili e proporzionati: sostenibilità e tutela ambientale, responsabilità sociale, welfare, inclusione lavorativa, governance, indicatori e rendicontazione. Il lavoro parte dalle attività reali e dagli obblighi applicabili, non da dichiarazioni generiche.

ANTONIO è l'intelligenza artificiale di orientamento di VIVALDI18 STUDIO: aiuta a inquadrare la domanda, non certifica la sostenibilità e non sostituisce il lavoro professionale.

In sintesi

Quando serve

Le iniziative ambientali, sociali o organizzative esistono ma sono frammentate, non misurate, non coordinate oppure non ancora allineate alle responsabilità applicabili.

Cosa ottieni

  • Priorità ESG definite e motivate
  • Responsabilità, attività e indicatori organizzati
  • Un piano attuabile con evidenze e modalità di monitoraggio

Primo passo

Un CHECK Progetto applicato a sostenibilità, impatto e inclusione.

Richiedi il primo passo

Limiti dichiarati. Nessuna certificazione e nessun rating ESG: la rendicontazione dipende dai dati che l'organizzazione può realmente produrre e non sostituisce i professionisti abilitati.

Forse stai già facendo più di quanto riesci a vedere.

  • Abbiamo molte iniziative, ma manca una regia comune.
  • Facciamo attività per le persone e per il territorio, ma non sappiamo come collegarle.
  • Raccogliamo dati che poi utilizziamo poco.
  • Vogliamo capire quali priorità scegliere.
  • Dobbiamo trasformare valori e obiettivi in iniziative concrete.
  • Vogliamo raccontare ciò che facciamo senza cadere in affermazioni generiche.

Il primo lavoro non è necessariamente aggiungere nuove iniziative. Può essere capire meglio quelle che esistono già.

Le tre dimensioni ESG

Ambiente, persone e governance non sono una checklist da completare: sono campi di lavoro il cui peso dipende dalle attività reali, dal contesto e dagli obblighi applicabili all'organizzazione.

Environmental — Ambiente

  • Sostenibilità ambientale e tutela dell'ambiente
  • Utilizzo responsabile delle risorse
  • Energia, materiali, mobilità e rifiuti
  • Riduzione degli impatti ed economia circolare
  • Obiettivi, dati e indicatori ambientali
  • Valutazione delle iniziative e delle priorità
  • Coinvolgimento degli eventuali specialisti tecnici necessari

VIVALDI18 STUDIO non rilascia certificazioni ambientali, non esegue analisi di laboratorio, non sostituisce professionisti abilitati e non garantisce la conformità ambientale.

Social — Persone e comunità

  • Responsabilità sociale d'impresa e CSR
  • Impatto sociale, comunità e territorio
  • Welfare aziendale e benessere organizzativo
  • Pari opportunità, inclusione e valorizzazione delle differenze
  • Coinvolgimento degli stakeholder
  • Formazione
  • Inserimento, inclusione, permanenza e sviluppo professionale delle persone con disabilità

Governance — Regole e responsabilità

  • Politiche e obiettivi ESG
  • Ruoli, responsabilità e processi decisionali
  • Gestione dei rischi, controllo e monitoraggio
  • KPI, fonti dei dati e tracciabilità delle evidenze
  • Trasparenza e rendicontazione
  • Comunicazione coerente con i risultati reali
  • Coordinamento tra direzione, persone, fornitori e stakeholder

Non tutte le dimensioni hanno lo stesso peso per ogni organizzazione. Il lavoro consiste anche nel capire che cosa conta davvero nel proprio contesto.

Inclusione lavorativa e disabilità

Inserimento, inclusione, permanenza e sviluppo professionale delle persone con disabilità. È un lavoro organizzativo continuativo: non si esaurisce con l'assunzione e riguarda mansioni, strumenti, relazioni, formazione e monitoraggio nel tempo.

  • Analisi iniziale della situazione organizzativa
  • Collocamento mirato, obblighi e opportunità connessi alla Legge 68/1999
  • Quote di riserva e principali adempimenti, quando applicabili
  • Convenzioni e incentivi, da valutare nel caso concreto
  • Preparazione e accompagnamento dell'inserimento
  • Onboarding accessibile
  • Disability management
  • Permanenza e sviluppo professionale
  • Prevenzione delle discriminazioni
  • Benessere e partecipazione
  • Formazione di direzione, risorse umane, responsabili e colleghi
  • Gestione organizzativa delle richieste di accomodamento ragionevole
  • Analisi delle mansioni
  • Coordinamento degli interventi sulle postazioni
  • Lavoro in presenza, ibrido o da remoto
  • Tecnologie assistive e strumenti digitali accessibili
  • Monitoraggio dell'efficacia delle misure adottate

Riferimenti normativi essenziali

L'elenco non è esaustivo. Quote, scadenze, soglie e adempimenti dipendono dal caso concreto, dal tipo di organizzazione e dalla disciplina vigente al momento della verifica.

  • Legge 68/1999
  • Direttiva 2000/78/CE, articolo 5
  • D.Lgs. 216/2003, con particolare riferimento agli accomodamenti ragionevoli
  • Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, resa esecutiva in Italia con Legge 18/2009, in particolare l'articolo 27
  • D.Lgs. 62/2024, quando applicabile
  • Normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro, quando pertinente

L'accomodamento ragionevole non è solo una modifica della postazione

In relazione alla situazione individuale, un accomodamento ragionevole può riguardare piani molto diversi tra loro.

  • Spazi e postazioni
  • Strumenti e tecnologie
  • Software e accessibilità digitale
  • Organizzazione di tempi e attività
  • Modalità di comunicazione
  • Procedure
  • Formazione e supporti
  • Lavoro da remoto o ibrido
  • Redistribuzione proporzionata di alcune modalità operative
  • Coinvolgimento delle figure competenti

Non esistono soluzioni standard valide per tutte le persone: la misura viene individuata sul caso concreto, nel rispetto della persona, delle mansioni, del contesto organizzativo e delle valutazioni professionali necessarie.

Dalle iniziative a una direzione

Il percorso non è una scala da salire, ma una catena di collegamenti: ogni passaggio dà senso al successivo e può essere ripreso quando il contesto cambia.

  1. 1.Ciò che facciamo già

    Iniziative, attività, dati e relazioni che esistono, spesso senza un quadro comune.

  2. 2.Ciò che conta davvero

    I temi coerenti con identità, contesto, stakeholder e impatto dell'organizzazione.

  3. 3.Ciò che vogliamo cambiare

    Gli obiettivi che rendono espliciti direzione, ambizione e limiti del percorso.

  4. 4.Le iniziative da costruire

    Attività, responsabilità, tempi e risorse che traducono le priorità in lavoro reale.

  5. 5.Come capire se funzionano

    Pochi indicatori utili, con fonti, frequenza e responsabilità di aggiornamento.

  6. 6.Come dimostrarne i risultati

    Evidenze organizzate, leggibili e utilizzabili per decidere e comunicare.

Il modello VIVALDI18

Sei fasi che possono avere peso diverso a seconda dell'organizzazione e dell'obiettivo. Non sono un adempimento: servono a capire, scegliere e dimostrare.

  1. 01

    Comprendiamo

    Identità, attività, contesto, obiettivi, stakeholder e iniziative esistenti.

  2. 02

    Mappiamo

    Impatti, progetti, dati, responsabilità, punti di forza e lacune.

  3. 03

    Prioritizziamo

    Distinguiamo ciò che è strategico, importante, urgente, obbligatorio o desiderabile.

  4. 04

    Progettiamo

    Trasformiamo le priorità in iniziative, attività, responsabilità, tempi e risorse.

  5. 05

    Misuriamo

    Definiamo indicatori, fonti, responsabilità e modalità di monitoraggio realmente utili.

  6. 06

    Rendiamo dimostrabile

    Organizziamo evidenze e risultati per capire, decidere e comunicare con coerenza.

Un report può documentare la sostenibilità. Non può crearla.

Prima di produrre documenti occorre capire che cosa esiste davvero. Senza queste risposte, un documento descrive intenzioni più che risultati.

  • Che cosa stiamo facendo.
  • Perché lo stiamo facendo.
  • Con quale obiettivo.
  • Per chi.
  • Con quali risultati.
  • Come possiamo dimostrarli.

Il documento è un possibile output. Non è il punto di partenza.

Prima le evidenze. Poi il racconto.

VIVALDI18 STUDIO non parte dalla necessità di costruire un messaggio positivo. Parte da ciò che l'organizzazione fa, dai dati che possiede e dai risultati che può documentare. La trasparenza sui limiti rende il racconto più credibile, non più debole.

  • Attività reali.
  • Dati disponibili.
  • Risultati.
  • Evidenze.
  • Contesto.
  • Limiti.

La sostenibilità non deve soltanto essere raccontata bene. Deve poter essere dimostrata.

Non tutto ciò che possiamo misurare merita di essere misurato.

Un indicatore ha senso quando serve a qualcuno per fare qualcosa. Il costo della misurazione deve restare proporzionato al valore dell'informazione che produce.

  • Prendere decisioni.
  • Capire se qualcosa cambia.
  • Confrontare il risultato nel tempo.
  • Individuare criticità.
  • Dimostrare ciò che è realmente accaduto.

Meglio pochi indicatori utili che decine di dati che nessuno utilizza.

Attività, output, risultati e impatti non sono la stessa cosa

Distinguere questi quattro livelli evita di scambiare il lavoro svolto con l'effetto prodotto.

  1. Livello 1

    Attività

    Che cosa abbiamo fatto.

  2. Livello 2

    Output

    Che cosa abbiamo prodotto.

  3. Livello 3

    Risultato

    Che cosa è cambiato.

  4. Livello 4

    Impatto

    Quale effetto più ampio può essere collegato all'intervento.

Fare qualcosa non significa automaticamente aver prodotto l'effetto desiderato.

Cosa possiamo costruire insieme

Non tutte le attività servono sempre. Il perimetro dipende da ciò che esiste già e dall'obiettivo del percorso.

Capire
Assessment, ricognizione delle iniziative esistenti, analisi degli stakeholder e dei dati disponibili.
Scegliere
Definizione di priorità, obiettivi e temi rilevanti per l'organizzazione.
Costruire
Progettazione delle iniziative, responsabilità, roadmap e governance del percorso.
Misurare
Indicatori, fonti, monitoraggio e raccolta ordinata delle evidenze.
Rendere utilizzabile
Piano, sintesi, struttura di reporting e contenuti basati su dati reali.

Strumenti che aiutano a decidere e continuare

Output possibili, non un pacchetto standard: vengono scelti in base al perimetro concordato.

  • Mappa delle iniziative
  • Assessment
  • Quadro delle priorità
  • Assessment ESG
  • Politica o strategia ESG
  • Piano di sostenibilità
  • Piano ambientale o sociale proporzionato al contesto
  • Piano di welfare
  • Piano per l'inclusione lavorativa
  • Procedura per gli accomodamenti ragionevoli
  • Formazione e accompagnamento all'attuazione
  • Piano d'azione
  • Roadmap
  • Matrice obiettivi / iniziative / indicatori
  • Stakeholder map
  • Governance del percorso
  • Sistema di indicatori
  • Piano di monitoraggio
  • Raccolta organizzata delle evidenze
  • Struttura per reporting e comunicazione

Si può partire anche da una sola priorità.

Non serve essere una grande organizzazione, né avere già una struttura dedicata. Un percorso può iniziare da un perimetro molto circoscritto.

  • Un progetto.
  • Una criticità.
  • Un gruppo di persone.
  • Un servizio.
  • Un tema.
  • Una specifica iniziativa.

La complessità del metodo deve essere proporzionata alla realtà dell'organizzazione e all'obiettivo.

Limiti dell'intervento

L'intervento viene definito sul caso concreto. Non costituisce certificazione o rating ESG, non garantisce la conformità e non sostituisce pareri legali, valutazioni sanitarie, attività tecniche riservate o prestazioni di professionisti abilitati eventualmente necessarie.

Scenari illustrativi

Esempi di situazioni possibili. Non sono clienti né lavori realmente svolti da VIVALDI18.

Esempio illustrativo

PMI

Realizza diverse iniziative per persone e territorio, ma non ha una strategia comune né indicatori.

Esempio illustrativo

Fondazione

Vuole costruire un programma pluriennale di impatto sociale e culturale.

Esempio illustrativo

Pubblica Amministrazione

Vuole integrare sostenibilità, accessibilità e partecipazione in un nuovo servizio.

Esempio illustrativo

Grande organizzazione

Dispone di molti dati e iniziative, ma deve collegare obiettivi, responsabilità e monitoraggio.

Esempio illustrativo

ETS

Realizza progetti sociali e vuole rendere più chiaro ciò che producono realmente.

Per chi

  • Imprese e startup
  • Pubbliche Amministrazioni
  • ETS, associazioni e cooperative
  • Fondazioni e realtà culturali
  • Università, ricerca e formazione
  • Sanità
  • Altre organizzazioni

Scopri come lavoriamo con le diverse organizzazioni

Domande frequenti

Da dove vuoi partire con il percorso ESG?

Puoi partire da un obiettivo già definito, da molte iniziative ancora scollegate oppure semplicemente da una domanda. Il primo lavoro può essere capire che cosa conta davvero e quale percorso può produrre risultati concreti.

Ogni intervento viene costruito e seguito insieme al cliente, con obiettivi, attività e avanzamento condivisi.