Esempio illustrativo
PMI
Realizza diverse iniziative per persone e territorio, ma non ha una strategia comune né indicatori.
VIVALDI18 Genera
Consulenza ESG
VIVALDI18 STUDIO affianca imprese, enti e organizzazioni nella costruzione di percorsi ESG concreti, misurabili e proporzionati: sostenibilità e tutela ambientale, responsabilità sociale, welfare, inclusione lavorativa, governance, indicatori e rendicontazione. Il lavoro parte dalle attività reali e dagli obblighi applicabili, non da dichiarazioni generiche.
ANTONIO è l'intelligenza artificiale di orientamento di VIVALDI18 STUDIO: aiuta a inquadrare la domanda, non certifica la sostenibilità e non sostituisce il lavoro professionale.
Le iniziative ambientali, sociali o organizzative esistono ma sono frammentate, non misurate, non coordinate oppure non ancora allineate alle responsabilità applicabili.
Un CHECK Progetto applicato a sostenibilità, impatto e inclusione.
Limiti dichiarati. Nessuna certificazione e nessun rating ESG: la rendicontazione dipende dai dati che l'organizzazione può realmente produrre e non sostituisce i professionisti abilitati.
Il primo lavoro non è necessariamente aggiungere nuove iniziative. Può essere capire meglio quelle che esistono già.
Ambiente, persone e governance non sono una checklist da completare: sono campi di lavoro il cui peso dipende dalle attività reali, dal contesto e dagli obblighi applicabili all'organizzazione.
VIVALDI18 STUDIO non rilascia certificazioni ambientali, non esegue analisi di laboratorio, non sostituisce professionisti abilitati e non garantisce la conformità ambientale.
Non tutte le dimensioni hanno lo stesso peso per ogni organizzazione. Il lavoro consiste anche nel capire che cosa conta davvero nel proprio contesto.
Inserimento, inclusione, permanenza e sviluppo professionale delle persone con disabilità. È un lavoro organizzativo continuativo: non si esaurisce con l'assunzione e riguarda mansioni, strumenti, relazioni, formazione e monitoraggio nel tempo.
L'elenco non è esaustivo. Quote, scadenze, soglie e adempimenti dipendono dal caso concreto, dal tipo di organizzazione e dalla disciplina vigente al momento della verifica.
In relazione alla situazione individuale, un accomodamento ragionevole può riguardare piani molto diversi tra loro.
Non esistono soluzioni standard valide per tutte le persone: la misura viene individuata sul caso concreto, nel rispetto della persona, delle mansioni, del contesto organizzativo e delle valutazioni professionali necessarie.
Il percorso non è una scala da salire, ma una catena di collegamenti: ogni passaggio dà senso al successivo e può essere ripreso quando il contesto cambia.
Iniziative, attività, dati e relazioni che esistono, spesso senza un quadro comune.
I temi coerenti con identità, contesto, stakeholder e impatto dell'organizzazione.
Gli obiettivi che rendono espliciti direzione, ambizione e limiti del percorso.
Attività, responsabilità, tempi e risorse che traducono le priorità in lavoro reale.
Pochi indicatori utili, con fonti, frequenza e responsabilità di aggiornamento.
Evidenze organizzate, leggibili e utilizzabili per decidere e comunicare.
Sei fasi che possono avere peso diverso a seconda dell'organizzazione e dell'obiettivo. Non sono un adempimento: servono a capire, scegliere e dimostrare.
Identità, attività, contesto, obiettivi, stakeholder e iniziative esistenti.
Impatti, progetti, dati, responsabilità, punti di forza e lacune.
Distinguiamo ciò che è strategico, importante, urgente, obbligatorio o desiderabile.
Trasformiamo le priorità in iniziative, attività, responsabilità, tempi e risorse.
Definiamo indicatori, fonti, responsabilità e modalità di monitoraggio realmente utili.
Organizziamo evidenze e risultati per capire, decidere e comunicare con coerenza.
Prima di produrre documenti occorre capire che cosa esiste davvero. Senza queste risposte, un documento descrive intenzioni più che risultati.
Il documento è un possibile output. Non è il punto di partenza.
VIVALDI18 STUDIO non parte dalla necessità di costruire un messaggio positivo. Parte da ciò che l'organizzazione fa, dai dati che possiede e dai risultati che può documentare. La trasparenza sui limiti rende il racconto più credibile, non più debole.
La sostenibilità non deve soltanto essere raccontata bene. Deve poter essere dimostrata.
Un indicatore ha senso quando serve a qualcuno per fare qualcosa. Il costo della misurazione deve restare proporzionato al valore dell'informazione che produce.
Meglio pochi indicatori utili che decine di dati che nessuno utilizza.
Distinguere questi quattro livelli evita di scambiare il lavoro svolto con l'effetto prodotto.
Livello 1
Che cosa abbiamo fatto.
Livello 2
Che cosa abbiamo prodotto.
Livello 3
Che cosa è cambiato.
Livello 4
Quale effetto più ampio può essere collegato all'intervento.
Fare qualcosa non significa automaticamente aver prodotto l'effetto desiderato.
Non tutte le attività servono sempre. Il perimetro dipende da ciò che esiste già e dall'obiettivo del percorso.
Output possibili, non un pacchetto standard: vengono scelti in base al perimetro concordato.
Non serve essere una grande organizzazione, né avere già una struttura dedicata. Un percorso può iniziare da un perimetro molto circoscritto.
La complessità del metodo deve essere proporzionata alla realtà dell'organizzazione e all'obiettivo.
L'intervento viene definito sul caso concreto. Non costituisce certificazione o rating ESG, non garantisce la conformità e non sostituisce pareri legali, valutazioni sanitarie, attività tecniche riservate o prestazioni di professionisti abilitati eventualmente necessarie.
La Consulenza ESG governa politiche, responsabilità, impatti e inclusione lavorativa. Le altre attività intervengono su piani diversi e possono essere attivate insieme, senza duplicarsi.
Esempi di situazioni possibili. Non sono clienti né lavori realmente svolti da VIVALDI18.
Esempio illustrativo
Realizza diverse iniziative per persone e territorio, ma non ha una strategia comune né indicatori.
Esempio illustrativo
Vuole costruire un programma pluriennale di impatto sociale e culturale.
Esempio illustrativo
Vuole integrare sostenibilità, accessibilità e partecipazione in un nuovo servizio.
Esempio illustrativo
Dispone di molti dati e iniziative, ma deve collegare obiettivi, responsabilità e monitoraggio.
Esempio illustrativo
Realizza progetti sociali e vuole rendere più chiaro ciò che producono realmente.
Puoi partire da un obiettivo già definito, da molte iniziative ancora scollegate oppure semplicemente da una domanda. Il primo lavoro può essere capire che cosa conta davvero e quale percorso può produrre risultati concreti.
Ogni intervento viene costruito e seguito insieme al cliente, con obiettivi, attività e avanzamento condivisi.