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Assessment iniziale, lettura dei dati già esistenti, feedback e reclami raccolti dall'organizzazione.
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Customer Experience
Un sito, una telefonata, un'email, un'attesa, un errore o una richiesta di assistenza fanno parte della stessa esperienza. VIVALDI18 STUDIO ricostruisce il percorso reale delle persone e aiuta a capire dove e perché può essere migliorato.
ANTONIO è l'intelligenza artificiale di orientamento di VIVALDI18 STUDIO: aiuta a inquadrare la domanda, non svolge ricerca sulla Customer Experience, non produce insight e non sostituisce l'analisi professionale.
L'esperienza reale delle persone che usano il servizio è diversa da quella progettata.
Un CHECK Processo o servizio, a partire dai punti di contatto con gli utenti.
Limiti dichiarati. L'osservazione riguarda il funzionamento reale: non produce previsioni certe sui comportamenti futuri.
Un unico percorso.
Chi utilizza il servizio non distingue funzioni, sistemi o responsabilità interne: attraversa passaggi e si aspetta che continuino l'uno dall'altro.
Quando una persona deve ricominciare da zero a ogni passaggio, un problema organizzativo diventa un problema di esperienza.
A seconda del contesto la persona è un cliente, un cittadino, un utente, un paziente o un beneficiario: cambia il vocabolario, non il modo in cui vive il percorso.
Non è necessario avere già una diagnosi: si può partire da un segnale, da un percorso che non funziona come dovrebbe o da un servizio ancora da progettare.
Questo percorso è un esempio astratto, non il caso di un cliente reale. Serve a mostrare come una stessa storia attraversi canali diversi, e come in alcuni punti possa incontrare una frizione.
Sito · Passaparola · Comunicazione
Sito · Documento · Motore di ricerca
Email · Telefono · Sportello
Possibile frizione
App · Autenticazione · Operatore
App · Sito · Documento
Errore · Attesa · Informazione mancante
Possibile frizione
Assistenza · Telefono · Email
Possibile frizione
Conferma · Documento · Operatore
La persona cambia canale più volte. L'organizzazione vede singoli contatti; chi utilizza il servizio vive una storia sola.
La persona chiama il customer care. È lì che il problema diventa visibile, ma non necessariamente dove è nato. La causa potrebbe trovarsi altrove nel percorso:
Il punto che riceve il problema non è necessariamente quello che lo ha generato.
Gli strumenti disponibili sono molti e, quando appropriati, possono essere utilizzati insieme. Nessuno di essi va scelto soltanto perché è già a disposizione o perché è consueto.
Prima decidiamo che cosa dobbiamo capire. Poi scegliamo come osservarlo.
Può mostrare dove accade qualcosa: in quale fase, con quale frequenza, su quale canale.
Può aiutare a comprendere perché accade e che cosa rende difficile proseguire.
NPS, CES, indagini di soddisfazione o altri indicatori possono essere utili quando servono a una decisione. Nessuno di essi è obbligatorio o migliore in assoluto e nessuno, da solo, è la Customer Experience.
Alcune frizioni esistono per una ragione e rimuoverle peggiorerebbe il servizio. Un passaggio può essere necessario per:
La domanda non è «quanti click possiamo togliere», ma: questa frizione è necessaria, comprensibile e proporzionata?
Davanti
Guarda ciò che vive la persona: che cosa incontra, che cosa comprende, che cosa riesce a portare a termine.
Dietro
Guarda ciò che deve accadere dentro l'organizzazione perché quella esperienza sia possibile: passaggi, responsabilità, informazioni e tempi.
Le due prospettive si incontrano di continuo: un'attesa vissuta dalla persona spesso corrisponde a un passaggio interno che non scorre. Quando il tema riguarda soprattutto il funzionamento interno, il lavoro prosegue con logistica, processi e flussi.
Sono domande che appartengono anche ad altre competenze: accessibilità digitale e cognitiva quando il tema è poter usare e comprendere, privacy e DPO quando riguarda il trattamento dei dati, e le scienze comportamentali applicate quando entra in gioco il modo in cui una scelta viene presentata.
Il perimetro si definisce insieme: non tutte queste attività servono in ogni progetto e non sono sempre comprese tutte.
Assessment iniziale, lettura dei dati già esistenti, feedback e reclami raccolti dall'organizzazione.
Ricerca sul campo, interviste, ricostruzione della journey e analisi dei touchpoint.
Pain point, cause, momenti critici del percorso e definizione delle priorità.
Servizi, passaggi, comunicazioni, canali e interazioni tra persona e organizzazione.
Testing, monitoraggio e osservazione di ciò che accade dopo il cambiamento.
Esempi costruiti per spiegare il tipo di situazione. Non sono casi realmente svolti da VIVALDI18 STUDIO e non riportano risultati.
Il cittadino inizia la pratica online, ma deve comunque telefonare e poi presentarsi allo sportello.
Il customer care riceve sempre le stesse domande e l'organizzazione vuole capire dove nascano.
Un percorso organizzativamente corretto risulta difficile da comprendere per pazienti e familiari.
Molte persone iniziano una procedura online e non la portano a termine.
Un'esperienza migliore tocca spesso altre attività dello Studio.
Puoi partire da un reclamo, da un percorso che non funziona come dovrebbe, dai dati che già possiedi oppure da un nuovo servizio ancora da progettare. Il primo passo è osservare ciò che vive davvero la persona.
Ogni intervento viene costruito e seguito insieme al cliente, con obiettivi, attività e avanzamento condivisi.